La Piratera è un luogo antico che continua ad essere parte integrante della vita dell'Isola Madre. La sua storia assomiglia a una favola che riporta la mente ai tempi passati.

Dal 1949 Pier Luca Telli e la sua famiglia gestiscono La Piratera mantenendo intatta la stessa atmosfera romantica ed esclusiva del tardo dopoguerra.

Nel XIII secolo era una torretta di avvistamento e segnalazione e tre secoli più tardi fu trasformata in mulino per l'irrigazione del primo giardino di agrumi e ulivi nato sull'isola. Nell'800 il mulino fu abbandonato e il corpo centrale fu utilizzato come deposito per la legna, mentre la casa laterale serviva come mangiatoia e ricovero per i daini e l'attuale magazzino era una stalla bovina per le bestie che contribuivano al

sostentamento dei pochi abitanti dell'isola.

Agli inizi del '900 la torre era abbandonata e il futuro principe Vitaliano X Borromeo Arese (padre dell'attuale principe Giberto) era solito trascorrere tra le sue mura pomeriggi di gioco insieme ai fratelli e ai cugini. Nell'immaginario dei bambini quel luogo imponente e misterioso a picco sulle acque del lago assomigliava ad una fortezza e fu da loro ribattezzato
La Piratera, una parola inventata
che richiama un fiabesco covo
di pirati.

Nel 1959 i Borromeo decisero
di trasformare la vecchia e
ormai fatiscente torre in
un ristorante, dotando
così l'Isola Madre del suo
primo punto di ristoro.
L'affetto dell'ormai
anziano principe verso il
luogo incantato dei suoi

giochi di bambino, portarono la famiglia chiamare il ristorante proprio con quel nome rimasto vivo nel loro ricordo grazie ai racconti del nonno.

Dal 1949 Pier Luca Telli e la sua famiglia gestiscono La Piratera mantenendo intatta la stessa atmosfera romantica ed esclusiva dei primi anni del secolo scorso, nel ricordo di "nonno Vitaliano", come erano soliti chiamare il principe Borromeo.

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©La Piratera ¤ P.I. 01650810037